Estintori co2

L’estintore costituisce il principale ausilio per spegnere fiamme libere in ambienti sia esterni sia interni, e in mancanza di quelle competenze professionali specifiche atte a essere applicate nella gestione d’incendi di grandi dimensioni, caratterizzati da un livello molto alto di rischio per quanto riguarda la sicurezza di eventuali vite umane e la resistenza degli edifici.

L’estintore è il frutto di un percorso tecnico iniziato con l’utilizzo di pompe che erogavano acqua. Si trattava di ausili a mano, che avevano come principale vantaggio la possibilità di essere utilizzati a distanza dalle fiamme. Per quanto riguarda gli altri aspetti, si trattava di soluzioni estremamente poco vantaggiose, in quanto la forza di una singola persona non era in grado di garantire l’erogazione di una quantità d’acqua sufficiente allo spegnimento delle fiamme più basse.

La storia dei presidi per combattere gli incendi ha inizio in tempi molto antichi, per la precisione nell’antica Roma. La storia dell’estintore, nonostante il fuoco sia conosciuto da sempre come un pericolo di grande rilevanza, affonda però le sue radici in anni relativamente recenti, per la precisione nel 1863.

Poco più di 150 anni fa è stato infatti brevettato il primo estintore della storia, frutto dell’inventiva di un operaio della Virginia, tale Alanson Crane. La sua invenzione è stata preceduta dalle opzioni che abbiamo poco avuto modo di ricordare, che non risultavano comunque utili per lo spegnimento di incendi di grandi dimensioni.

A partire dal 1850 sono inziate numerose sperimentazioni per la realizzazione di sistemi automatici per lo spegnimento degli incendi, che hanno portato come principale risultato l’estintore.

Secondo un altro punto di vista storico, l’invenzione dell’estintore a getto automatico risale al 1813, per opera del capitano George William Manby. Al di là dell’alternativa che tra queste due opzioni può essere considerata più valida, bisogna attendere diverso tempo per vedere l’estintore entrare nel novero dei presidi antincendio facili da trasportare.

Cod. WG06CROMB

Estintore Co2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo estintore portatile è stato infatti brevettato nel 1723, da parte del chimico Ambrose Godfrey. Il primo estintore portatile consisteva in un contenitore di peltro riempito di polvere pirica. Attraverso un semplice sistema di accensione, era possibile provocare l’esplosione della polvere e far entrare in azione l’estintore.

Un capitolo importante quando si parla della storia dell’estintore deve essere aperto riguardo ai presidi soda-acido. Questi estintori  co2 utilizzano come principale repellente per le fiamme l’anidride carbonica, ottenuta dopo aver mescolato assieme divere sostanze.

Nel caso specifico del primo estintore soda-acido, il cui brevetto principale risale al 1866, si trattava di carbonato di sodio e acido tartatico. Nel XIX secolo il percorso tecnico dell’estintore era ormai giunto a una maturazione tecnica non indifferente.

L’utilizzo di tali presidi prevedeva solitamente la pressione iniziale di un pistone, che provocava l’apertura di una fiala e la fuoriuscita della sostanza interna atta a spegnere le fiamme.

L’evoluzione principale dell’estintore soda-acido è l’estintore a schiuma. La sua invenzione risale al 1905, ed è opera di Alexander Laurent. Il brevetto è frutto di un processo tecnico legato alla schiuma antincendio, inventata sempre da Laurent, e attualmente considerata un’opzione di primaria importanza quando si tratta di spegnere incendi, soprattutto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

La schiuma dell’estintore brevettato da Laurent era a base di radice di liquirizia (oggi è una soluzione di acqua e agenti schiumogeni).

A pochi anni dopo risale il brevetto dell’estintore di tetracloruro di carbonio. Questa invenzione è legata al gruppo aziendale Pyrene Manufacturing Company di Delaware, che depositò il brevetto nel 1910.

All’anno seguente risale la messa a punto di un estintore portatile di tetracloruro di carbonio. L’estintore CTC ha rappresentato per diverso tempo un punto di riferimento importante nello spegnimento degli incendi su apparecchiature industriali, in particolare nell’industria automobilistica.

Poco dopo il brevetto, l’estintore CTC è stato ritirato dal commercio, in quanto caratterizzato da un alto livello di tossicità, soprattutto negli ambienti di dimensioni anguste.

 

Il panorama degli estintori che siamo abituati a vedere ogni giorno è caratterizzato da una classificazione interna in base all’agente estinguente. Ecco le linee principali.

 

  • Estintore ad acqua: l’estintore ad acqua costituisce il mezzo base per lo spegnimento d’incendi. Negli ultimi anni, dopo un abbandono generale, sono state messi a punto dei percorsi sperimentali per miscelare all’acqua additivi particolari.
  • Estintore a polvere: l’estintore a polvere ha come principale agente estinguente una polvere formata da sostanze chimiche mescolate tra loro con aggiunta di additivi.

Le principali tipologie di estintori a vapore sono le seguenti:

 

  • ABC: estintore contenente polvere polivalente, valido per lo spegnimento e il contenimento di incendi divampati da diversi materiali, dalla carta, al carbone, ai liquidi infiammabili.
  • BC: estintore contenente un tipo di polvere specifica per incendi divampati da liquidi e gas infiammabili.

 

  • Estintore a idrocarburi alogenati: come è chiaro dal nome, questo estintore ha come principale agente estinguente idrocarburi alogenati. Il meccanismo di trattamento delle fiamme è molto simile a quello degli estintori a polvere.
  • Estintore a schiuma: l’estintore a schiuma può essere di due tipi

 

  • Estintore a schiuma meccanica (l’agente estinguente è una soluzione formata da liquidi schiumogeni miscelati ad acqua. Questo estintore è caratterizzato dalla presenza di una lancia di scarica forata, utile ad aspirare l’aria necessaria al processo di espansione della schiuma).
  • Estintore a schiuma chimica: come già ricordato in precedenza, l’estintore a schiuma chimica sfrutta la reazione di due sostanze per la produzione di anidride carbonica.

 

  • Estintore ad anidride carbonica: l’estintore ad anidride carbonica si differenzia rispetto agli altri per via della struttura esterna, contraddistinta da una bombola d’acciaio a tenuta stagna e resistente alle pressioni interne. L’estintore ad anidride carbonica contiene il succitato composto in forma compressa e liquefatta. La distanza utile per l’efficacia del getto è pari a circa 2/3 metri.

 

 

 

Socializza...Share on Google+0Pin on Pinterest0Tweet about this on Twitter0Share on Facebook0